C’è un momento, percorrendo la SS125 tra Baunei e Santa Maria Navarrese, in cui capisci perché i motociclisti tornano in Ogliastra ogni anno. Non è solo il paesaggio — anche se la transizione tra le falesie calcaree del Supramonte e il blu del mare è difficile da ignorare. È la strada stessa: l’asfalto ha una consistenza diversa, le curve si susseguono in sequenze ritmiche senza interruzione, e per decine di chilometri l’unico rumore che senti è quello del tuo motore.
Questo articolo non è una guida turistica. È un tentativo onesto di aiutarti a capire quando andare, come cambia l’esperienza nelle diverse stagioni, e cosa devi sapere prima di partire.
Perché l’Ogliastra funziona così bene in moto
La risposta è in gran parte nella geografia. In meno di trenta chilometri in linea d’aria si passa dal livello del mare alle quote dell’entroterra montano, con il massiccio del Gennargentu — che si trova ai confini con la Barbagia — a fare da sfondo all’orizzonte. Questo ha costretto chi ha tracciato le strade a seguire i costoni calcarei dei Tacchi e le gole del Supramonte, producendo percorsi con curve continue, cambi di pendenza costanti e pochissimi rettilinei. Non strade belle da fotografare — strade belle da guidare.
L’altro elemento che le community motociclistiche citano quasi ossessivamente è l’asfalto. Il bitume sardo è realizzato con inerti di roccia basaltica e granitica estratti dall’interno dell’isola. Questa composizione mantiene una micro-rugosità costante nel tempo, senza lucidarsi sotto il traffico o gli agenti atmosferici. Il risultato pratico è un grip meccanico molto elevato, che si traduce in una sensazione di sicurezza immediata anche in piega.
Il rovescio della medaglia: lo stesso asfalto che ti dà sicurezza consuma le gomme molto più velocemente del normale. I motociclisti esperti lo dicono chiaramente nei forum — un treno di pneumatici che sulla penisola dura 6.000 km, in Ogliastra può essere a fine vita in 2.000-2.500 km di guida brillante. Il consiglio che torna sempre è uno solo: parti con gomme nuove. Preferibilmente sport-touring a mescola dura al centro, non supersportivi a mescola troppo morbida.
Terzo elemento: il traffico. Nell’entroterra ogliastrino, anche nei mesi estivi, le strade di montagna restano quasi deserte. La stagione balneare concentra i flussi sulle arterie costiere, ma appena sali verso i Tacchi o l’Altopiano di Golgo, la situazione cambia radicalmente.
Come cambiano le stagioni
Primavera (marzo – maggio)
Se ti piace guidare con temperature miti, strade deserte e un paesaggio ancora verde, la primavera è probabilmente la stagione più adatta. Le temperature sulla costa oscillano tra i 14 e i 22 gradi a fine maggio, ma l’escursione verticale è significativa: quando sulla costa di Tortolì si guida in leggero abbigliamento di mezza stagione, sui valichi di montagna intorno ai 1.000 metri la temperatura reale può scendere a 6-8 gradi. Vestirsi a strati non è un consiglio facoltativo.
Il meteo è instabile, specialmente a marzo e aprile. Rapidi passaggi perturbati si alternano a giornate limpide, e il Maestrale può soffiare con forza sui viadotti esposti. Entro maggio la situazione si stabilizza e l’esperienza di guida diventa quella che i motociclisti di tutta Europa vengono a cercare: asfalto pulito dopo le piogge invernali, visibilità nitida, e libertà totale nella scelta delle traiettorie.
Marzo: è ancora invernale nelle zone interne — traffico turistico inesistente, strutture costiere quasi tutte chiuse, temperature percepite in sella spesso sotto i 10 gradi per effetto del vento. Un’esperienza selvaggia e affascinante, ma da affrontare con abbigliamento tecnico pesante e disponibilità ad adattarsi.
Aprile: segna l’inizio della vera stagione. Le temperature salgono verso i 18 gradi sulla costa, i servizi riaprono progressivamente grazie alle festività pasquali, e il paesaggio è colorato dalla fioritura della macchia mediterranea. Le strade sono ancora quasi vuote.
Maggio: è il mese che le community indicano all’unanimità come il più equilibrato per la guida sportiva e tecnica. Temperatura ideale, asfalto al massimo del grip, logistica attiva, tariffe da bassa stagione.
Estate (giugno – agosto)
Giugno mantiene ancora molte delle qualità di maggio aggiungendo giornate lunghissime e un mare già balneabile. Il traffico è gestibile. Da luglio in poi la situazione nell’entroterra cambia: le temperature nelle conche riparate dal vento possono superare i 38 gradi, e guidare con l’equipaggiamento omologato diventa faticoso nelle ore centrali. Chi sceglie l’estate tende a spostare le uscite al mattino presto o al tardo pomeriggio, e a bilanciare la guida con le spiagge nel resto della giornata.
Agosto porta traffico sulle arterie costiere e sui punti di accesso al mare. Le strade di montagna restano più libere, ma l’esperienza complessiva è diversa — più logistica, più affollamento diffuso, meno quella sensazione di avere il territorio tutto per sé.
Autunno (settembre – novembre)
Settembre: è il corrispettivo autunnale di maggio. Le temperature si attestano sui 26 gradi, il mare è caldo grazie all’irraggiamento estivo accumulato, il traffico agostano svanisce in pochi giorni. Le strutture sono tutte aperte e funzionano in modo rilassato. Per chi vuole combinare guida tecnica e bagni fuori stagione, è probabilmente il momento migliore dell’anno.
Ottobre: offre clima mite, costi ridotti, strade nuovamente libere e agriturismi aperti con le sagre autunnali. La temperatura percepita in moto cala rapidamente dopo il tramonto — abbigliamento modulare essenziale. Da metà mese il rischio piogge aumenta progressivamente.
Novembre: diventa impegnativo: fondo stradale spesso umido, foglie e detriti sulle strade boscose dell’interno, disponibilità di alloggi ridotta. Un mese per appassionati del viaggio invernale, non per chi cerca un’esperienza fluida.
Inverno (dicembre – febbraio)
Sulla costa le temperature restano intorno ai 10-14 gradi, ma l’entroterra montano scende vicino allo zero e nelle quote più alte — anche oltre i confini ogliastrini, verso il massiccio del Gennargentu — si può nevicare. Il grip dell’asfalto freddo è significativamente ridotto rispetto alle stagioni calde. La quasi totalità delle strutture costiere è chiusa. È un territorio per chi ama la solitudine assoluta e la Sardegna arcaica, non per un viaggio mototuristico standard.
I percorsi che emergono dalla ricerca
SS125 Orientale Sarda — il percorso di riferimento
Il tratto della SS125 che attraversa il territorio di Baunei e scende verso Santa Maria Navarrese è uno dei percorsi più apprezzati dai motociclisti — circa 80 chilometri di carreggiata medio-stretta, asfalto drenante ad altissimo coefficiente di attrito, curve a medio raggio ben raccordate che si susseguono senza soluzione di continuità. La strada tocca anche Dorgali, che si trova nel Nuorese, ma il cuore del tracciato — le curve sul Supramonte e la discesa verso la costa ogliastrina — è un’esperienza che si fa principalmente su questo territorio. Difficoltà tecnica medio-alta: ci sono curve cieche, cambi di pendenza frequenti e assenza di barriere spartitraffico centrali — richiede concentrazione costante.
Soste principali:
- Passo Genna Silana (1.017 metri) — punto di ritrovo storico dei motociclisti europei
- Altopiano di Golgo con la voragine naturale di Su Sterru
- Discesa tecnica verso Pedra Longa, il pinnacolo calcareo che emerge direttamente dal mare
Il Grande Anello del Gennargentu — per chi vuole spingersi oltre
Circa 210 chilometri su strade statali interne e provinciali di montagna, con chilometri di curve continue dove il rettilineo più lungo raramente supera i 50 metri. Difficoltà alta, pendenze severe, traffico quasi assente.
Nota: questo percorso non si trova propriamente in Ogliastra — si sviluppa principalmente nella Barbagia e nel Nuorese. L’Ogliastra è però un ottimo punto di partenza: da Bari Sardo, Lanusei o Tortolì si entra facilmente nell’anello, rendendolo una naturale estensione del viaggio per chi vuole scoprire l’entroterra sardo più in profondità.
La Via dei Tacchi — gita giornaliera
Circa 65 chilometri tra Lanusei, Jerzu, Ulassai e Cardedu, su provinciali collinari e montane con tornanti stretti in salita e discesa. Difficoltà media, traffico nullo. Unisce il piacere della guida a soste di valore: le Cascate di Lequarci a Ulassai — che in primavera sono al massimo della portata e quasi secche in estate — e i Tacchi d’Ogliastra con le loro pareti verticali.
Il Flow Costiero della Bassa Ogliastra
Circa 50 chilometri tra Tortolì, Barisardo, Cardedu e Marina di Tertenia, su provinciale costiera ad ampia carreggiata con curve veloci e brevi rettilinei. Difficoltà bassa, guida rilassante. Ideale per le giornate in cui si vuole rallentare e fare turismo. Sosta alla spiaggia di Cea con i faraglioni di porfido rosso.
Quello che le community non dicono — ma dovrebbero
Gli animali sulla strada
È il pericolo più sottovalutato da chi arriva da fuori. Mucche, capre, maiali e cinghiali usano l’asfalto per riposare nelle ore fresche o per leccare i sali minerali depositati. Trovare una mucca ferma dietro una curva cieca sulle strade montane dell’interno non è uno scenario raro.
Le regole fondamentali:
- Non usare il clacson: il rumore spaventa gli animali e li fa scattare in modo imprevedibile proprio nel momento peggiore.
- Rallentare progressivamente senza frenate di panico o scarti laterali, specialmente se la moto è in piega.
- Di notte, abbaglianti spenti in presenza di animali: la luce intensa li paralizza al centro della corsia. Passare agli anabbaglianti.
La guida notturna sulle strade interne è sconsigliata. Molte sono prive di illuminazione artificiale e il rischio di fauna attiva è molto alto.
Il blackout telefonico
Strade come la SS198 o le provinciali che collegano Talana e Urzulei attraversano zone quasi completamente prive di copertura cellulare. In caso di guasto o caduta, non puoi chiamare il soccorso stradale dallo smartphone. Le soluzioni pratiche suggerite dalle community: mappe offline pre-caricate sul telefono (OsmAnd o Google Maps offline), localizzatori satellitari di emergenza per chi viaggia da solo, kit di riparazione tubeless a bordo.
Carburante e assistenza meccanica
Nel tratto montano della SS125 tra Baunei e Dorgali — circa 50 chilometri di curve continue — c’è un solo distributore, e non è sempre operativo in modalità self-service nelle ore notturne o festive. La regola fondamentale: non affrontare mai le tratte montane con meno di mezzo serbatoio. Fare il pieno preventivo a Tortolì, Lanusei o Dorgali.
Le officine meccaniche attrezzate per moto e i gommisti specializzati sono quasi esclusivamente a Tortolì. Nei borghi dell’interno non trovi assistenza tecnica — viaggiare con un minimo di attrezzatura di bordo non è un optional.
Come scegliere il momento giusto per te
Non esiste un periodo universalmente migliore — dipende da cosa cerchi.
Se cerchi guida tecnica pura, strade deserte e temperature ideali: maggio e settembre sono le finestre più equilibrate. Maggio ha il vantaggio di un asfalto appena pulito dalle piogge invernali. Settembre aggiunge il mare caldo e la vendemmia del Cannonau nell’entroterra.
Se cerchi certezza meteo e vuoi combinare moto e mare: giugno è una scelta solida — giornate lunghissime, traffico ancora gestibile, spiagge accessibili.
Se cerchi bassa stagione, costi ridotti e solitudine: ottobre è interessante fino alla metà del mese. Dopo aumenta il rischio piogge e le strutture costiere iniziano a chiudere.
Se stai pensando a marzo o aprile: metti in conto meteo variabile, strutture parzialmente chiuse e temperature basse in quota. L’esperienza può essere bellissima, ma richiede flessibilità.
Una cosa vale per tutti i periodi: porta gomme nuove, scarica le mappe offline prima di partire, e fai sempre il pieno prima di entrare nell’entroterra.
FAQ
Qual è il mese migliore per andare in moto in Ogliastra?
Maggio e settembre sono i mesi più equilibrati: temperatura ideale, strade quasi deserte, asfalto al massimo del grip. Maggio è preferito per la guida sportiva e tecnica, settembre per chi vuole combinare moto e mare caldo.
L’asfalto in Ogliastra consuma davvero le gomme più velocemente?
Sì, è un dato confermato dalle community motociclistiche. Il bitume sardo usa inerti basaltici e granitici che mantengono una rugosità abrasiva elevata. Un treno di pneumatici che sulla penisola dura 6.000 km può ridursi alla tela in 2.000-2.500 km di guida brillante. Partire con gomme nuove è indispensabile.
Quali sono i percorsi in moto più belli in Ogliastra?
La SS125 nel tratto che attraversa Baunei verso Santa Maria Navarrese è il riferimento assoluto. Per una gita giornaliera rilassata, la Via dei Tacchi tra Lanusei, Ulassai e Cardedu. Per chi vuole spingersi oltre i confini ogliastrini, l’Ogliastra è un ottimo punto di partenza per il Grande Anello del Gennargentu, che si sviluppa però principalmente nella Barbagia e nel Nuorese.
È pericoloso guidare in moto di notte in Ogliastra?
È sconsigliato sulle strade interne. Molte sono prive di illuminazione artificiale e la presenza di animali allo stato brado — mucche, cinghiali, maiali — sulle carreggiate nelle ore notturne è un rischio concreto.
Ci sono officine meccaniche per moto nell’entroterra ogliastrino?
Quasi nessuna. Le officine attrezzate per motocicli si trovano praticamente solo a Tortolì. Per i borghi dell’interno bisogna viaggiare con un kit di riparazione di base e non affidarsi alla possibilità di trovare assistenza in loco.


